12 aprile 2008 / 04 maggio 2008

Avamposti: Kate Gilmore

a cura di Andrea Busto, in collaborazione con Galleria Franco Soffiantino Arte Contemporanea, Torino




La rassegna vuole porsi come una perlustrazione fra le più interessanti figure dell’arte contemporanea d’avanguardia attraverso mostre monografiche realizzate in stretta collaborazione con gallerie private, enti pubblici nazionali e internazionali e sponsor privati.
Gli artisti scelti non sono necessariamente quelli delle ultime generazioni, ma anche quelli che parlano linguaggi fuori dal coro della massa artistica e delle correnti oggi di moda. La peculiarità del CeSAC e dell’Associazione Marcovaldo è sempre stata quella di fornire informazioni sull’arte e proporre nuove letture di un mondo artistico che si fa sempre più omologato e globalizzato. La rassegna “Avamposti” è realizzata in stretta collaborazione con gli artisti stessi a cui non vengono imposte tematiche precostituite o temi da svolgere. A loro è lasciata la più totale e completa autonomia affinché il loro messaggio giunga al pubblico in modo autonomo e libero. La scommessa di questa rassegna è quindi quella di far conoscere ai visitatori del Filatoio di Caraglio quelle voci fuori dal coro che parlano linguaggi di grande spessore culturale e nuovi nella loro poetica.


Le performance di Kate Gilmore (Washington, 1975, vive e lavora a New York) sono manifestazioni dai tratti masochistici, sforzi fisici disumani per scopi incomprensibili, reazioni insensate a stimoli inspiegabili che irritano, mettono apprensione e fanno anche sorridere. Come sottili e sferzanti commenti alle pantomime utilitaristiche dell’essere umano odierno ci conquistano per la semplicità dei mezzi e la candida perseveranza. Nei suoi video delle performance, Kate Gilmore crea situazioni di disagio per se stessa e per lo spettatore.
Le sue esibizioni, attentamente costruite, smentiscono l'impressione di futilità e disperazione che si potrebbe cogliere dal suo lavoro. Piuttosto, il suo meticoloso controllo di scene e costumi accenna a elaborare la farsa che l'artista crea nelle sue divertenti video performance.
Il suo lavoro è stato esposto al PS1 di New York nel 2005, al The J. Paul Getty Museum e al Haifa Museum of Art, in una doppia personale al CAC di Cincinnati e in un group show a cura di Amy Stewart-Smith presso la Mary Boone Gallery di New York.


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