Rose. Purezza e passione nell'arte dal Quattrocento a oggi

Simbolismi e geometrie

sezione 6




Manifattura Richard-Ginori a Doccia,
Gio Ponti (Milano, 1891-1979)
Forma di mano a tutto tondo in oro con tralci di fiori,
fra le dita e intorno al polso, a tutto rilievo in pasta bianca
,
circa 1935
Porcellana foggiata a colaggio con applicazioni modellate a mano,
altezza 33,8 cm
Sesto Fiorentino, Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia

La decorazione dell’art nouveau affonda le sue radici in un naturalismo che privilegia linee asimmetriche in cui piante e fiori, dai colori tenui, si associano ai fluenti elementi della figura femminile. Tali tipologie confluiranno intorno agli anni Venti del Novecento in un nuovo linguaggio geometrico: tanto l’art nouveau aveva adottato un linguaggio di steli, così l’art déco diventa un’arte di fiori recisi, di foglie staccate, ripetuti ossessivamente gli uni accanto agli altri.
Gioiellieri, rilegatori, ceramisti e argentieri forniscono esempi di queste nuove teorie. L’elemento floreale e la rosa compaiono anche nelle nature morte del primo Novecento, nei silenzi di Morandi, nei colori accesi di Balla.


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