Rose. Purezza e passione nell'arte dal Quattrocento a oggi
Sezione 1
Jan Provost
(Mons, 1465 - Bruges, 1529)
Madonna della fontana, circa 1510
Olio su tavola, 27 × 18 cm
Piacenza, Collegio Alberoni
La simbologia della rosa nella tradizione cristiana è estremamente importante e varia: il colore rosso rimanda al sangue versato da Cristo per la salvezza dell’umanità, così come i cinque petali e le spine richiamano rispettivamente le piaghe descritte nella Passione e la corona intrecciata per deridere il re d’Israele.
Oltre ai rimandi alla figura di Cristo, la rosa presenta però (soprattutto dopo i primi secoli della storia della Chiesa) forti simbologie legate alla Vergine. Secondo i padri della Chiesa la rosa del paradiso terrestre non aveva spine, che sarebbero comparse sulla pianta in seguito alla cacciata dall'Eden per ricordare all’uomo la sua caduta e i suoi peccati. La Vergine Maria, non essendo colpita dal peccato originale, è spesso chiamata “la rosa senza spine” (anche la tradizione ebraica racconta di una conseguenza della disobbedienza di Adamo ed Eva: la rosa precedentemente bianca arrossisce di vergogna). Anche il colore della rosa rappresenta la Madre di Dio: la rosa bianca simboleggia la purezza virginea tra le spine e l'impurità.
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